da oggi si trasferisce tutto su http://coseassurde.tumblr.com/
ciao
mercoledì 8 settembre 2010
lunedì 6 settembre 2010
Ehi ragazza portami ancora qualcosa da bere
hai i sogni sballati
stanotte non dormirai
fai qualcosa per te
Ehi ragazza raccontami ancora qualcosa
hai gli occhi di marmo
nessuno ti sorride più?
stai lasciando andare i tuoi piedi sull’asfalto
Ehi ragazza non guardare fuori dalla finestra
le macchine hanno smesso di correre
nessuno questa notte ti verrà a cercare
questo posto puzza di birra
Ehi ragazza prendi la chitarra
suona quella cosa che sai suonare
qualcuno ti ascolterà
qualcuno forse ti guarderà
Ehi ragazza indossa gli occhiali neri
siediti su quello sgabello e canta
se sei nuda qualcuno ti ascolterà
se canti bene qualcuno ti guarderà
Ehi ragazza smettila di piangere
domani andrà meglio lo sai
c’è chi sorge con le maree
chi con le maree si addormenta
Ehi ragazza quando esci stai attenta
alle spalle si è persa molta gente
guardati bene dagli sconosciuti
domani prendiamo un caffè?
Ehi ragazza imbottiamoci di caramelle
è arbitrario uguale
ed ora basta
con queste cose
Ehi ragazza portami ancora qualcosa da bere
hai i sogni sballati
stanotte non dormirai
fai qualcosa per te
hai i sogni sballati
stanotte non dormirai
fai qualcosa per te
Ehi ragazza raccontami ancora qualcosa
hai gli occhi di marmo
nessuno ti sorride più?
stai lasciando andare i tuoi piedi sull’asfalto
Ehi ragazza non guardare fuori dalla finestra
le macchine hanno smesso di correre
nessuno questa notte ti verrà a cercare
questo posto puzza di birra
Ehi ragazza prendi la chitarra
suona quella cosa che sai suonare
qualcuno ti ascolterà
qualcuno forse ti guarderà
Ehi ragazza indossa gli occhiali neri
siediti su quello sgabello e canta
se sei nuda qualcuno ti ascolterà
se canti bene qualcuno ti guarderà
Ehi ragazza smettila di piangere
domani andrà meglio lo sai
c’è chi sorge con le maree
chi con le maree si addormenta
Ehi ragazza quando esci stai attenta
alle spalle si è persa molta gente
guardati bene dagli sconosciuti
domani prendiamo un caffè?
Ehi ragazza imbottiamoci di caramelle
è arbitrario uguale
ed ora basta
con queste cose
Ehi ragazza portami ancora qualcosa da bere
hai i sogni sballati
stanotte non dormirai
fai qualcosa per te
lunedì 30 agosto 2010
La mattina dei morti viventi
E’ bello la mattina quando:
-ti svegli e i tuoi occhi brillano di sonno (o di ubriachezza?)
-accendi una sigaretta preparando il caffè
-dici che non vuoi più vedermi, sei stanca di me
E’ bello la mattina quando:
-ti svegli e i tuoi occhi mi odiano
-appoggi la sigaretta sul bordo del fornello
-dici che adesso sali, prendi la tua roba e te ne vai
E’ bello la mattina quando:
-ti svegli, non mi guardi, scendi le scale
-tieni la sigaretta sul lato sinistra della bocca
-dici che mi hai lasciato 50 euro sul comodino, che sono uno stronzo
E’ bello la mattina quando ti siedi sul gradino fuori dalla porta e guardi la gente passare e io so a cosa stai pensando:
“che schifo”
Mi chiedi (?) di preparare il caffè, io accendo la sigaretta, la tengo sul lato sinistro della bocca, la appoggio sul fornello, dico che non voglio più vederti, che preparo la mia roba e me ne vado, che ti ho lasciato 50 euro sul comodino, che sei una stronza.
-ti svegli e i tuoi occhi brillano di sonno (o di ubriachezza?)
-accendi una sigaretta preparando il caffè
-dici che non vuoi più vedermi, sei stanca di me
E’ bello la mattina quando:
-ti svegli e i tuoi occhi mi odiano
-appoggi la sigaretta sul bordo del fornello
-dici che adesso sali, prendi la tua roba e te ne vai
E’ bello la mattina quando:
-ti svegli, non mi guardi, scendi le scale
-tieni la sigaretta sul lato sinistra della bocca
-dici che mi hai lasciato 50 euro sul comodino, che sono uno stronzo
E’ bello la mattina quando ti siedi sul gradino fuori dalla porta e guardi la gente passare e io so a cosa stai pensando:
“che schifo”
Mi chiedi (?) di preparare il caffè, io accendo la sigaretta, la tengo sul lato sinistro della bocca, la appoggio sul fornello, dico che non voglio più vederti, che preparo la mia roba e me ne vado, che ti ho lasciato 50 euro sul comodino, che sei una stronza.
giovedì 26 agosto 2010
cammino, nell’iphone suona kaki king, non l’ ascolto, ho cominciato a fumar Marbloro, non ricordo nemmeno perchè, la mia pelle comincia a saper di cuoio, sto marcendo? vorrei poter scrivere qualcosa che non sia deprimente, scriver di gente e viaggi, una poesia su un cane? quando affronti un argomento come l’amore ti senti ridicolo, autori che sono autori veri ne hanno scritto per secoli, perchè ne senti il bisogno? hai qualche risposta? sicuramente dubbi da lanciare nella pattumiera dei sentimenti, ho ballato di tutto nei sentieri dei grammofoni.
ti svegli la mattina e: allunghi il braccio sinistro sperando di trovare nel tuo letto qualcosa di diverso da un altro cuscino, vai in bagno, sulle mensole: il suo spazzolino, il profumo che ti ha regalato, assorbenti (di certo non tuoi), nell’armadio cravatta e magliette, hanno ancora il suo profumo, pur essendo passate per pochi secondi tra le sue mani, nella fotocamera, in internet, nel telefono foto di voi assieme. Dimenticare..mettere tutto in una scatola e abbandonarla in qualche angolo di casa, con che forza? tremo e ormai l’abercrombie non riesco a spruzzarlo. meglio lasciar perdere. passerà altro tempo. e allora?
lunedì 9 agosto 2010
RICETTA SICURA PER L'ANNULLAMENTO DELLE PROPRIE EMOZIONI.
presupposto di base: essere in carenza, meglio in privazione di qualcosa/qualcuno.
presupposto banale: tanto più una cosa ti mancherà nel momento della sua assenza non controllabile.
presupposto psicologico: essere succube della situazione, non ribellarsi, controllare il sentimento con pazienza, modulando nelle giuste note di : malinconia, riverberbo, rabbia, apatia.
presupposto lavorativo: tenere il più a lungo possibile tale spleen, poter esser così produttivi in modalità romantica.
durata minima della cura: giorni 2
località: campagna
lista della spesa: una bottiglia di Jhonny Walker, Xanax, sigarette, prosciutto crudo, mozzarelle, molta acqua, pane, un paio di film di Woody Allen ( non Io&Annie naturalmente, Misterioso omicidio a Manhattan potrebbe funzionare ), collegamento a Internet, computer, un gatto dormiglione, dischi in vinile, vino in dischile.
lista della non spesa: cellulare, telefono di casa, libri, persone bazzicanti ( lascia a casa la signora delle pulizie, devi vivere nei tuoi escrementi).
Esecuzione: la notte di preprazione deve essere insonne, colma di turbamento, esagerazione e sfinimento.
A casa ora: due Xanax subito da 0,25 mg, due dita di Walker con ghiaccio (lo so che lo rovino, ma io ci butto dentro una fetta di lime), vinile di Paolo Conte, divano, sonecchia in dormiveglia per un tre ore abbondanti, sveglia, altri due Xanax, accendi Fox Tv, replica del David Letterman Show, qualche puntata dei Simpson, tre dita di Walker senza ghiaccio, computer: internet: guarda un paio di blog americani, compra qualche CD su IBS, un videogioco dall'Apple Store, gioca, possibilmente vinci, vai su Pokerstars, sputtana un po' di soldi, gioca, possibilmente vinci, gioca, possibilmente vinci, gioca, possibilmente vinci, gioca, possibilmente vinci, hai perso.
Molla bottiglia 1, prendi bottiglia 2: un tattinger 2000 va bene, molla Xanax. Finisci bottiglia 2 ascoltando i Daft Punk, adesso non ne puoi più, prendi altri due Xanax, letto.
A casa ora: sveglia alle 11.00, due caffè, niente cibo, Xanax, svuota il posacenere, sigarette: una, due, tre, due caffè, sdraio al sole, fatti cucinare un paio d'ore solo davanti, preparazione margarita:
5/10 Tequila blanca
3/10 Cointreau o Triple Sec
2/10 succo di lime.
1 fetta di lime per la decorazione
sale.
Moltiplica per due. Ora sei veramente a pezzi, ti servono quattro integratori alimentari, click: primo, sorso red bull, altri due, sorso red bull, un altro,sorso redbull. Lascia fermentare nello stomaco per una mezz'ora abbondante. Se il tuo fisico regge non dovresti avere schok particolari, vai in bagno, fissa lo specchio, mantra da ripetere "sei figo bello abbronzato giovane ricco intelligente sano sveglio puoi viaggiare drogarti scopare sognare rinascere mille volte ogni giorno tutto ti è permesso tranne quella cosa tra le milioni di possibilità solo quella ti è vietata. Stop." Ora ti rendi conto che non serve a un cazzo questo mantra, milioni di persone come te soffrono come cani e tu non sarai certo l'eroe che se la fa passare con questo sistema da quattro soldi. Questo devi pensare "sei solo un emerito figlio di puttana che ha rovinato tutto". Ok questo serve. Puoi voltare pagina sperando che domattina sia diverso (lo sai non sarà così), butta nel cesso droghe e alcolici, esci di casa, puoi fotografare una sedia in giardino (sarai così artistico e dannato). La vita si spacca tra chi ha il potere del controllo e chi il potere della distruzione, non considerati figo nell'autodistruzione, non c'è nulla che valga la pena di esser vissuto se non la tua vita, nessuno si butta sotto un autobus per avere il brivido della scoperta, tu non sei un eroe, non sei un eroe, non sei un eroe, i film sono film, Kurt Cobain, Syd Barrett, Elvis, non erano dei geni, solo stronzi che hanno rovinato la propria vita e quella di chi gli stava accanto. Sdraiti nel salone di casa: respira.
p.s. grazie a Frank per la sua cura, ma con me non ha funzionato :)
presupposto banale: tanto più una cosa ti mancherà nel momento della sua assenza non controllabile.
presupposto psicologico: essere succube della situazione, non ribellarsi, controllare il sentimento con pazienza, modulando nelle giuste note di : malinconia, riverberbo, rabbia, apatia.
presupposto lavorativo: tenere il più a lungo possibile tale spleen, poter esser così produttivi in modalità romantica.
durata minima della cura: giorni 2
località: campagna
lista della spesa: una bottiglia di Jhonny Walker, Xanax, sigarette, prosciutto crudo, mozzarelle, molta acqua, pane, un paio di film di Woody Allen ( non Io&Annie naturalmente, Misterioso omicidio a Manhattan potrebbe funzionare ), collegamento a Internet, computer, un gatto dormiglione, dischi in vinile, vino in dischile.
lista della non spesa: cellulare, telefono di casa, libri, persone bazzicanti ( lascia a casa la signora delle pulizie, devi vivere nei tuoi escrementi).
Esecuzione: la notte di preprazione deve essere insonne, colma di turbamento, esagerazione e sfinimento.
A casa ora: due Xanax subito da 0,25 mg, due dita di Walker con ghiaccio (lo so che lo rovino, ma io ci butto dentro una fetta di lime), vinile di Paolo Conte, divano, sonecchia in dormiveglia per un tre ore abbondanti, sveglia, altri due Xanax, accendi Fox Tv, replica del David Letterman Show, qualche puntata dei Simpson, tre dita di Walker senza ghiaccio, computer: internet: guarda un paio di blog americani, compra qualche CD su IBS, un videogioco dall'Apple Store, gioca, possibilmente vinci, vai su Pokerstars, sputtana un po' di soldi, gioca, possibilmente vinci, gioca, possibilmente vinci, gioca, possibilmente vinci, gioca, possibilmente vinci, hai perso.
Molla bottiglia 1, prendi bottiglia 2: un tattinger 2000 va bene, molla Xanax. Finisci bottiglia 2 ascoltando i Daft Punk, adesso non ne puoi più, prendi altri due Xanax, letto.
A casa ora: sveglia alle 11.00, due caffè, niente cibo, Xanax, svuota il posacenere, sigarette: una, due, tre, due caffè, sdraio al sole, fatti cucinare un paio d'ore solo davanti, preparazione margarita:
5/10 Tequila blanca
3/10 Cointreau o Triple Sec
2/10 succo di lime.
1 fetta di lime per la decorazione
sale.
Moltiplica per due. Ora sei veramente a pezzi, ti servono quattro integratori alimentari, click: primo, sorso red bull, altri due, sorso red bull, un altro,sorso redbull. Lascia fermentare nello stomaco per una mezz'ora abbondante. Se il tuo fisico regge non dovresti avere schok particolari, vai in bagno, fissa lo specchio, mantra da ripetere "sei figo bello abbronzato giovane ricco intelligente sano sveglio puoi viaggiare drogarti scopare sognare rinascere mille volte ogni giorno tutto ti è permesso tranne quella cosa tra le milioni di possibilità solo quella ti è vietata. Stop." Ora ti rendi conto che non serve a un cazzo questo mantra, milioni di persone come te soffrono come cani e tu non sarai certo l'eroe che se la fa passare con questo sistema da quattro soldi. Questo devi pensare "sei solo un emerito figlio di puttana che ha rovinato tutto". Ok questo serve. Puoi voltare pagina sperando che domattina sia diverso (lo sai non sarà così), butta nel cesso droghe e alcolici, esci di casa, puoi fotografare una sedia in giardino (sarai così artistico e dannato). La vita si spacca tra chi ha il potere del controllo e chi il potere della distruzione, non considerati figo nell'autodistruzione, non c'è nulla che valga la pena di esser vissuto se non la tua vita, nessuno si butta sotto un autobus per avere il brivido della scoperta, tu non sei un eroe, non sei un eroe, non sei un eroe, i film sono film, Kurt Cobain, Syd Barrett, Elvis, non erano dei geni, solo stronzi che hanno rovinato la propria vita e quella di chi gli stava accanto. Sdraiti nel salone di casa: respira.
p.s. grazie a Frank per la sua cura, ma con me non ha funzionato :)
giovedì 8 luglio 2010
giovedì 1 luglio 2010
minimal
Con l’età mi sto accorgendo di volere che le cose siano il più semplici possibile
Ultimamente mi sono accorto di una convinzione che sta crescendo sempre più in me: con l’età voglio che le cose smettano di essere complicate e diventino più semplici possibili. Mi spiego meglio.
Negli anni novanta, il periodo di uscita di Linux, colsi immediatamente l’opportunità che si era presentata perché sono cresciuto a pane e Unix, Linux sembrava la perfezione in confronto a quella roba chiamato DOS e Windows. Le prime versioni non supportavano molte periferiche e per far funzionare tutto dovevi usare olio di gomito e passare notti intere a sperimentare hack.
Successe esattamente questo quando comprai il mio primo lettore DVD: Linux non lo riconosceva e ovviamente il produttore non aveva idea che potesse esistere un sistema operativo diverso da Mac/Windows e quindi non esistevano driver. Pensai che dato che mi divertivo a programmare e considerandomi un “vero uomo” potessi scrivermi i driver tutto da solo. La mia avventura/disavventura cominciò e mi portò via quasi sei mesi, ma alla fine riuscì a far funzionare tutto alla (quasi) perfezione. Fu difficile, interessante e divertente allo stesso tempo, un po’ come tutti gli hack.
Negli anni seguenti continuai a comprare hardware migliore e mentre i vari sistemi operativi continuarono ad avere prestazioni migliori, lentamente scoprii di provare parecchia frustrazione quando le cose non andavano per il verso giusto. Collegare una fotocamera o una stampante al computer dovrebbe funzionare al primo colpo senza dare problemi. Le cose dovrebbero funzionare e basta!
Sfortunatamente, nonostante siano passati anni niente di questo si è avverato, nemmeno con i moderni sistemi operativi (OSX compreso). Qualcosa come connettere una video camera e importarne i video non è ancora un’operazione immediata come dovrebbe essere, almeno per tutti coloro che non hanno voglia né tempo di passare ore a leggere manuali e forum sul tema cercando di capire cos’è che non va. Mac OSX si comporta meglio di Windows e Linux, ma non è ancora al livello che desidero.
Quindi, parafrasando la frase iniziale: l’età mi ha reso stufo delle cose difficili che potrebbero facilmente non esserlo.
Sono un geek, uno smanettone. Ho accumulato un’esperienza enorme sia nel software che nell’hadrware, nella sicurezza, e nelle altre diecimila sfumature dell’informatica. Posso affrontare più o meno qualunque problema che mi capita, e se non da solo so come e da chi farmi aiutare, ma… Sono sempre più frustrato e incazzato quando vedo qualcosa che dovrebbe essere semplice ma non lo è. E ho notato che è un trend che si sta spargendo a macchia d’olio tra i miei amici e conoscenti geek, gente con un’enorme esperienza alle spalle.
Speriamo che piattaforme diverse e più semplici come l’iPad possano risolvere i miei problemi (di tutti, oserei dire), rendendo finalmente l’usare un computer una gioia e non uno sbattimento.
Da minimalmac.com
Ultimamente mi sono accorto di una convinzione che sta crescendo sempre più in me: con l’età voglio che le cose smettano di essere complicate e diventino più semplici possibili. Mi spiego meglio.
Negli anni novanta, il periodo di uscita di Linux, colsi immediatamente l’opportunità che si era presentata perché sono cresciuto a pane e Unix, Linux sembrava la perfezione in confronto a quella roba chiamato DOS e Windows. Le prime versioni non supportavano molte periferiche e per far funzionare tutto dovevi usare olio di gomito e passare notti intere a sperimentare hack.
Successe esattamente questo quando comprai il mio primo lettore DVD: Linux non lo riconosceva e ovviamente il produttore non aveva idea che potesse esistere un sistema operativo diverso da Mac/Windows e quindi non esistevano driver. Pensai che dato che mi divertivo a programmare e considerandomi un “vero uomo” potessi scrivermi i driver tutto da solo. La mia avventura/disavventura cominciò e mi portò via quasi sei mesi, ma alla fine riuscì a far funzionare tutto alla (quasi) perfezione. Fu difficile, interessante e divertente allo stesso tempo, un po’ come tutti gli hack.
Negli anni seguenti continuai a comprare hardware migliore e mentre i vari sistemi operativi continuarono ad avere prestazioni migliori, lentamente scoprii di provare parecchia frustrazione quando le cose non andavano per il verso giusto. Collegare una fotocamera o una stampante al computer dovrebbe funzionare al primo colpo senza dare problemi. Le cose dovrebbero funzionare e basta!
Sfortunatamente, nonostante siano passati anni niente di questo si è avverato, nemmeno con i moderni sistemi operativi (OSX compreso). Qualcosa come connettere una video camera e importarne i video non è ancora un’operazione immediata come dovrebbe essere, almeno per tutti coloro che non hanno voglia né tempo di passare ore a leggere manuali e forum sul tema cercando di capire cos’è che non va. Mac OSX si comporta meglio di Windows e Linux, ma non è ancora al livello che desidero.
Quindi, parafrasando la frase iniziale: l’età mi ha reso stufo delle cose difficili che potrebbero facilmente non esserlo.
Sono un geek, uno smanettone. Ho accumulato un’esperienza enorme sia nel software che nell’hadrware, nella sicurezza, e nelle altre diecimila sfumature dell’informatica. Posso affrontare più o meno qualunque problema che mi capita, e se non da solo so come e da chi farmi aiutare, ma… Sono sempre più frustrato e incazzato quando vedo qualcosa che dovrebbe essere semplice ma non lo è. E ho notato che è un trend che si sta spargendo a macchia d’olio tra i miei amici e conoscenti geek, gente con un’enorme esperienza alle spalle.
Speriamo che piattaforme diverse e più semplici come l’iPad possano risolvere i miei problemi (di tutti, oserei dire), rendendo finalmente l’usare un computer una gioia e non uno sbattimento.
Da minimalmac.com
venerdì 4 giugno 2010
ti vedo qualche posto avanti a me.
sei seduta male
non capisco perchè tieni così tante cose tra le mani
ti conosco già
ho già fatto l'amore con te?
si
dici
io non ne sono sicuro e parli di casa tua e che non eri sola
adesso sì
perchè tieni così tante cose tra le mani?
una borsa
mi chiedi se abbiamo già fatto l'amore insieme
io ti dico di sì
sei seduta male
non capisco perchè tieni così tante cose tra le mani
ti conosco già
ho già fatto l'amore con te?
si
dici
io non ne sono sicuro e parli di casa tua e che non eri sola
adesso sì
perchè tieni così tante cose tra le mani?
una borsa
mi chiedi se abbiamo già fatto l'amore insieme
io ti dico di sì
sabato 17 aprile 2010
amici amici, amici un cazzo
È molto più facile sopportare qualcun altro che sopportare sé stessi, mai creduto veramente nell’amicizia, l’ho sempre considerata una cosa molto alla Walt Disney, serve una spalla per reggere una battuta, superare un pianto, aiutare un ragazzo ciccione a guarire.
La gente più espansiva, simpatica e alla mano è di sicuro quella con il maggior turbamento, spera di trovar negli altri una qualche conferma che la rassicuri nel suo peregrinare solitario: il ragazzo ciccione (se non è asociale) farà molte battute sul suo peso creando ilarità e una benevolenza (compassione) che farà dire al pubblico non pagante “perché stasera non chiamiamo quel ragazzo ciccione?quello simpatico”, provate a metterlo nudo davanti ad uno specchio a prendersi per il culo, non credo ne uscirà entuasiasto.
Non fidatevi dell’amicizia tra due donne, prima o poi entra in gioco la competizione e se la loro amicizia continua nel tempo sicuramente una delle due si è sottomessa all’altra.
Non fidatevi dei branchi, non siete lupi, ma uomini.
L’amicizia tra gli uomini a volte funziona (per inerzia), questa è facile, basta parlare di vagine e calcio, ma raramente si arriva ad uno stadio avanzato e se mai ci si dovesse arrivare, competizione imperante anche qui.
Sarà che ho sempre mantenuto ad uno stadio superficiale tutte le mie relazioni, talvolta ho esasperato fino allo stremo, non credo volessi vedere il punto limite, ma semplicemente sbarazzarmi di qualcuno in modo che maturasse un sentimento rancoroso e negativo verso me. Credo sia un’ottima forma di autocontrollo e autostima il non andar a lamentarsi in giro cercando conforto, una delle poche frasi che mi fanno veramente rabbrividire è “mi dispiace”.
La gente più espansiva, simpatica e alla mano è di sicuro quella con il maggior turbamento, spera di trovar negli altri una qualche conferma che la rassicuri nel suo peregrinare solitario: il ragazzo ciccione (se non è asociale) farà molte battute sul suo peso creando ilarità e una benevolenza (compassione) che farà dire al pubblico non pagante “perché stasera non chiamiamo quel ragazzo ciccione?quello simpatico”, provate a metterlo nudo davanti ad uno specchio a prendersi per il culo, non credo ne uscirà entuasiasto.
Non fidatevi dell’amicizia tra due donne, prima o poi entra in gioco la competizione e se la loro amicizia continua nel tempo sicuramente una delle due si è sottomessa all’altra.
Non fidatevi dei branchi, non siete lupi, ma uomini.
L’amicizia tra gli uomini a volte funziona (per inerzia), questa è facile, basta parlare di vagine e calcio, ma raramente si arriva ad uno stadio avanzato e se mai ci si dovesse arrivare, competizione imperante anche qui.
Sarà che ho sempre mantenuto ad uno stadio superficiale tutte le mie relazioni, talvolta ho esasperato fino allo stremo, non credo volessi vedere il punto limite, ma semplicemente sbarazzarmi di qualcuno in modo che maturasse un sentimento rancoroso e negativo verso me. Credo sia un’ottima forma di autocontrollo e autostima il non andar a lamentarsi in giro cercando conforto, una delle poche frasi che mi fanno veramente rabbrividire è “mi dispiace”.
lunedì 5 aprile 2010
il non plus ultra della banalità, la "poetica" del quindicenne
ti penso
sempre
la sera
perchè manca qualcosa
la pellicola del giorno dopo
un viaggetto a poche spese.
ti penso
sempre
la sera
perchè manca qualcosa
di strano
cerco di risponder
alla domanda
chi sei?
nei miei film
che sono pellicole indipendenti
fotografie
scattate di nascosto
a te
che guardi altrove
fingi di non vedere
l'obbiettivo
che fisso
fissa
(notare lo squallore di quest'ultimo gioco di parole)
sempre
la sera
perchè manca qualcosa
la pellicola del giorno dopo
un viaggetto a poche spese.
ti penso
sempre
la sera
perchè manca qualcosa
di strano
cerco di risponder
alla domanda
chi sei?
nei miei film
che sono pellicole indipendenti
fotografie
scattate di nascosto
a te
che guardi altrove
fingi di non vedere
l'obbiettivo
che fisso
fissa
(notare lo squallore di quest'ultimo gioco di parole)
A B C
c'è sempre una scorciatoia per beccartelo nel culo.
qualcuno capisce, altri trasmettono
c'è una scorciatoia quasi per tutto
di solito quella che si prende
puzza di
A vomito
b cane
C ancora vomito
ma la fai per
A brrrrrrivido
B indifferenza
C stupidità
l'opzione C è quella che mi riguarda
tu?
qualcuno capisce, altri trasmettono
c'è una scorciatoia quasi per tutto
di solito quella che si prende
puzza di
A vomito
b cane
C ancora vomito
ma la fai per
A brrrrrrivido
B indifferenza
C stupidità
l'opzione C è quella che mi riguarda
tu?
martedì 16 marzo 2010
martedì 9 marzo 2010
mercoledì 24 febbraio 2010
errori di calibro
Documentazione preventiva inerente ad incidente avvenuto in Este il giorno 21 febbraio 2010 alle ore 11.50.
Io sottoscritto Andrea Rebatto, nato a Gerusalemme 22/06/87, residente a Gerusalemme in via Giordania 3 , dichiaro che il giorno 21 febbraio uscendo da via Giordania in prossimità del ponte di San Pietro ho avuto un incidente con un ciclista che proveniva dal ponte stesso. Dichiaro che mi era impossibile vedere il ciclista in quanto nello specchio che dovrebbe permettere di vedere chi proviene dal ponte si crea un cono d’ombra non indifferente e l’alta velocità del ciclista stesso mi ha impedito di frenare l’autoveicolo in tempo. Devo segnalare inoltre che in tutte e due le strade da noi percorse non è presente segnaletica verticale ed orizzontale, quindi, il ciclista, avendo la sua destra occupata, avrebbe dovuto lasciare la precedenza, ciò naturalmente non è avvenuto. Segnalo in ultimo, che lo scontro con il ciclista non è avvenuto nel mezzo della carreggiata, ma molto vicino alla destra della stessa, il ciclista probabilmente segue tale traiettoria per evitare una macchina che proviene dalla parte opposta.
Io sottoscritto Andrea Rebatto, nato a Gerusalemme 22/06/87, residente a Gerusalemme in via Giordania 3 , dichiaro che il giorno 21 febbraio uscendo da via Giordania in prossimità del ponte di San Pietro ho avuto un incidente con un ciclista che proveniva dal ponte stesso. Dichiaro che mi era impossibile vedere il ciclista in quanto nello specchio che dovrebbe permettere di vedere chi proviene dal ponte si crea un cono d’ombra non indifferente e l’alta velocità del ciclista stesso mi ha impedito di frenare l’autoveicolo in tempo. Devo segnalare inoltre che in tutte e due le strade da noi percorse non è presente segnaletica verticale ed orizzontale, quindi, il ciclista, avendo la sua destra occupata, avrebbe dovuto lasciare la precedenza, ciò naturalmente non è avvenuto. Segnalo in ultimo, che lo scontro con il ciclista non è avvenuto nel mezzo della carreggiata, ma molto vicino alla destra della stessa, il ciclista probabilmente segue tale traiettoria per evitare una macchina che proviene dalla parte opposta.
mercoledì 20 gennaio 2010
Tutti figli di puttana

Per la facilità di genere con cui questo modus operandi viene utilizzato parto da due esempi:
C’è un tale che conosco (adorabile questo incipit, pone dubbia fede nel lettore e mentite spoglie allo scrittore, la facilità dello scrivere viene così adeguata al tema trattato); quindi questo tale si reca da molti anni ormai in una nota località marittima e di vacanza, la sua permanenza in tale paradiso terracqueo viene in toto ripagata da un piccolo servizio che egli svolge presso la comunità locale e non solo, il turismo è molto e ricco assai, egli dunque, in una forma gergale e poco consona, si può dir si prostituisca, questo, si badi bene, non è un prostituirsi da quattro soldi, niente ha a che vedere con le strade, i marciapiedi, gli alberi e le stamberghe da quattro soldi, si reca (nella forma moderna del termine) in taluni locali, molto, direbbe qualcuno, “chic”, per poter, nella foga delle serate alcoolemiche, rintracciar qualche signora bisognosa di affetto da talamo, tale operazione, comprensibilmente, non è affatto difficile, ma l’arte e l’ingegno, che attorno a questo, se così si vuol dire, mestiere gira è di un genio e di una perfezione di metodo, assoluta.
Non si deve pensare infatti che tale passatempo sia semplice nel compiersi (pre e post), prevede infatti una preparazione di forma e di spirito da avvicinarsi, senza alcuna esagerazione, al monachesimo buddista, dalle vette del Tibet, guardare oltre… L’Offerente non può presentarsi in ugual maniera tutte le sere, deve cambiare e cangiare ogni volta, in posizioni, atteggiamenti, vizi e virtù differenti: il completo Brooks Brothers con doppio petto scarpe Prada cravatta Versace e Philip Morris in bocca ti va bene, il lunedì e il venerdì. I jeans, le Converse, una T-shirt spagnola, il bracciale, e l’anello sicuramente avranno il loro effetto il mercoledì sera, e, con un qualche strascico, il giovedì. La camicia bianca di seta, la cravatta nera con nodo slacciato (o, come è meglio dire, alla coloniale), gli anfibi e gli occhiali da sole, sono l’abbinamento perfetto per il sabato, quando tutto pulsa di vita, e la musica si dimena tra l’House lounge e il Funky. L’accessorio principale ( la sigaretta cioè, nulla di sconcio, per ora…) deve mutare di marca, finezza e lunghezza di filtro, i sigari non son bene accetti, troppo spumeggianti e invadenti. Dalle vette del Tibet, guardare oltre, non esser soli…
E’ da considerarsi deprecabile codesto stile di vita? Io impongo con forza bruta di voce e fermezza di spirito l’unico monosillabo che in cuor mi giunge “ NO”, perché mille e mille altri esempi mi giungono alla mente, ben peggiori e turpi, corrotti nello spirito stesso del mestiere, dell’affare, del mercato in cui si opera. Una rottura di tubatura casalinga quanto più cara diviene rispetto ad una notte d’amore? Il manipolatore di tubi e chiavi, il chirurgo acquifero, l’architetto degli scoli, maestro di calcare in terra, come lo si chiama noi comuni, l’idraulico, molto più che una meretrice di gran lusso, la sua posizione privilegiata gli pone il dovere morale d’aver un corrispettivo monetario per la “chiamata”. Che prostituzione totale, un’intera vita trasmessa in linee telefoniche e l’idea preconcetta che uno scolo sia organo sacro.
Rischio così di diventar prosaico, privo di capo e coda, ma l’idea di un teatro pieno, signore imbellettate e mariti al piede ricorda molto più una vanity fair del sesso, non certo un circolo culturale. Non esser sempre uguali “ogni uomo mente, ma dategli una maschera e sarà sincero”, così salgo un po’: la classificazione per preconcetti morali di azioni terrene ha un unico scopo, cioè quello speculativo, nessuno può definirsi detentore di una verità, che comunque, essendo frutto di un processo culturale, è per sua stessa natura fallace.
Perché non definire allora le belle famigliole agiate, fedeli e borghesi dei piccoli nuclei di fascismo imperante? L’unico partigianato che può combattere tale malattia sono nuclei di sinistrorse forze, più comunemente chiamate: zoccole.
Per ora mi fermo qui, la divagazione è imperante.
domenica 3 gennaio 2010
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