È molto più facile sopportare qualcun altro che sopportare sé stessi, mai creduto veramente nell’amicizia, l’ho sempre considerata una cosa molto alla Walt Disney, serve una spalla per reggere una battuta, superare un pianto, aiutare un ragazzo ciccione a guarire.
La gente più espansiva, simpatica e alla mano è di sicuro quella con il maggior turbamento, spera di trovar negli altri una qualche conferma che la rassicuri nel suo peregrinare solitario: il ragazzo ciccione (se non è asociale) farà molte battute sul suo peso creando ilarità e una benevolenza (compassione) che farà dire al pubblico non pagante “perché stasera non chiamiamo quel ragazzo ciccione?quello simpatico”, provate a metterlo nudo davanti ad uno specchio a prendersi per il culo, non credo ne uscirà entuasiasto.
Non fidatevi dell’amicizia tra due donne, prima o poi entra in gioco la competizione e se la loro amicizia continua nel tempo sicuramente una delle due si è sottomessa all’altra.
Non fidatevi dei branchi, non siete lupi, ma uomini.
L’amicizia tra gli uomini a volte funziona (per inerzia), questa è facile, basta parlare di vagine e calcio, ma raramente si arriva ad uno stadio avanzato e se mai ci si dovesse arrivare, competizione imperante anche qui.
Sarà che ho sempre mantenuto ad uno stadio superficiale tutte le mie relazioni, talvolta ho esasperato fino allo stremo, non credo volessi vedere il punto limite, ma semplicemente sbarazzarmi di qualcuno in modo che maturasse un sentimento rancoroso e negativo verso me. Credo sia un’ottima forma di autocontrollo e autostima il non andar a lamentarsi in giro cercando conforto, una delle poche frasi che mi fanno veramente rabbrividire è “mi dispiace”.
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