mercoledì 20 gennaio 2010

Tutti figli di puttana


Per la facilità di genere con cui questo modus operandi viene utilizzato parto da due esempi:
C’è un tale che conosco (adorabile questo incipit, pone dubbia fede nel lettore e mentite spoglie allo scrittore, la facilità dello scrivere viene così adeguata al tema trattato); quindi questo tale si reca da molti anni ormai in una nota località marittima e di vacanza, la sua permanenza in tale paradiso terracqueo viene in toto ripagata da un piccolo servizio che egli svolge presso la comunità locale e non solo, il turismo è molto e ricco assai, egli dunque, in una forma gergale e poco consona, si può dir si prostituisca, questo, si badi bene, non è un prostituirsi da quattro soldi, niente ha a che vedere con le strade, i marciapiedi, gli alberi e le stamberghe da quattro soldi, si reca (nella forma moderna del termine) in taluni locali, molto, direbbe qualcuno, “chic”, per poter, nella foga delle serate alcoolemiche, rintracciar qualche signora bisognosa di affetto da talamo, tale operazione, comprensibilmente, non è affatto difficile, ma l’arte e l’ingegno, che attorno a questo, se così si vuol dire, mestiere gira è di un genio e di una perfezione di metodo, assoluta.
Non si deve pensare infatti che tale passatempo sia semplice nel compiersi (pre e post), prevede infatti una preparazione di forma e di spirito da avvicinarsi, senza alcuna esagerazione, al monachesimo buddista, dalle vette del Tibet, guardare oltre… L’Offerente non può presentarsi in ugual maniera tutte le sere, deve cambiare e cangiare ogni volta, in posizioni, atteggiamenti, vizi e virtù differenti: il completo Brooks Brothers con doppio petto scarpe Prada cravatta Versace e Philip Morris in bocca ti va bene, il lunedì e il venerdì. I jeans, le Converse, una T-shirt spagnola, il bracciale, e l’anello sicuramente avranno il loro effetto il mercoledì sera, e, con un qualche strascico, il giovedì. La camicia bianca di seta, la cravatta nera con nodo slacciato (o, come è meglio dire, alla coloniale), gli anfibi e gli occhiali da sole, sono l’abbinamento perfetto per il sabato, quando tutto pulsa di vita, e la musica si dimena tra l’House lounge e il Funky. L’accessorio principale ( la sigaretta cioè, nulla di sconcio, per ora…) deve mutare di marca, finezza e lunghezza di filtro, i sigari non son bene accetti, troppo spumeggianti e invadenti. Dalle vette del Tibet, guardare oltre, non esser soli…
E’ da considerarsi deprecabile codesto stile di vita? Io impongo con forza bruta di voce e fermezza di spirito l’unico monosillabo che in cuor mi giunge “ NO”, perché mille e mille altri esempi mi giungono alla mente, ben peggiori e turpi, corrotti nello spirito stesso del mestiere, dell’affare, del mercato in cui si opera. Una rottura di tubatura casalinga quanto più cara diviene rispetto ad una notte d’amore? Il manipolatore di tubi e chiavi, il chirurgo acquifero, l’architetto degli scoli, maestro di calcare in terra, come lo si chiama noi comuni, l’idraulico, molto più che una meretrice di gran lusso, la sua posizione privilegiata gli pone il dovere morale d’aver un corrispettivo monetario per la “chiamata”. Che prostituzione totale, un’intera vita trasmessa in linee telefoniche e l’idea preconcetta che uno scolo sia organo sacro.
Rischio così di diventar prosaico, privo di capo e coda, ma l’idea di un teatro pieno, signore imbellettate e mariti al piede ricorda molto più una vanity fair del sesso, non certo un circolo culturale. Non esser sempre uguali “ogni uomo mente, ma dategli una maschera e sarà sincero”, così salgo un po’: la classificazione per preconcetti morali di azioni terrene ha un unico scopo, cioè quello speculativo, nessuno può definirsi detentore di una verità, che comunque, essendo frutto di un processo culturale, è per sua stessa natura fallace.
Perché non definire allora le belle famigliole agiate, fedeli e borghesi dei piccoli nuclei di fascismo imperante? L’unico partigianato che può combattere tale malattia sono nuclei di sinistrorse forze, più comunemente chiamate: zoccole.
Per ora mi fermo qui, la divagazione è imperante.

domenica 17 gennaio 2010

si bestemmia sempre, soprattutto quando non si nomina Dio

domenica 3 gennaio 2010