lunedì 28 dicembre 2009
domenica 13 dicembre 2009
SuPeR
Ieri notte, molto tardi, tornavo da una squallidissima festa a base di ragazzotti strafatti senza vita.
Nel gioco notturno del “ritroviamo la strada prima che sia troppo tardi” mi imbatto in un superfilosofo superubriaco che attacca bottone con strane storie sulle sigarette fatte a mano e su quelle, come lui stesso le ha definite, “capitaliste”.
Ora, per aiuto a chi come me si trova spesso in situazioni relativamente imbarazzanti come questa, redigo un piccolo manuale di sopravvivenza.
Quando il superfilosofo comincia a parlare devi prenderti venti secondi di tempo per capire se il superfilosofo è:
a- un vero superfilosofo superaltezzoso che con barba curata e cappotto ti guarda dall’alto verso il basso.
b- un finto superfilosofo che comunque, nella sua parca (porca) modestia ostenta la sua superiorità culturale.
c- un vero superfilosofo, garbato e discreto.
d- un finto superfilosofo.
Inutile dire che la mia specie preferita fa riferimento alla lettera C, in questo caso non avrete problemi nel lasciarlo con tranquillità e, semmai lo vorreste, nel discutere qualche minuto amabilmente con lui anche di fatti non relativi allo scopo della razza umana sul pianeta terra.
Il superfilosofo D è semplice da evitare e da mandare a quel paese, non ha la forza di reagire e il suo mondo metafisico è di solito costituito da frasi fatte e alla fine del suo sparar sentenze senza capo né coda, a una vostra qualsiasi obbiezione lui risponderà, con voce profonda e sguardo languido “cogito ergo sum”.
Ma in assoluto i più divertenti sono i superfilosofi A e B, il secondo dei due in particolare, ma andiamo con ordine.
Nel caso voi vi imbatteste in un superfilosofo A dovrete lasciarlo parlare per qualche minuto, lui non vuole ascoltare, sa tutto, la vostra opinione è sbagliata, anche se lui la pensa come voi comunque cercherà di puntualizzarla in qualche maniera aggiungendo un “ed inoltre” al termine di ogni vostra asserzione. Finita la prima parte di “lezione gratuita” che il superfilosofo vi regala comincia il vostro divertimento: se lui per esempio dice una cosa del genere “eh, ormai la vita la vivo con la non-consapevolezza di un fine ultimo e questo da un lato mi scoraggia e mi turba, ma dall’altro mi fa vivere a pieno ogni istante” allora voi potreste rispondere, in tono serio ed aulico “sì è vero, anche mia madre fa la maionese in casa”, Lui rimarrà sulle sue per qualche istante e vi chiederà lumi ( o se ne andrà subito, sentitosi preso in giro e offeso, opzione poco raccomandabile, avete appena cominciato a divertirvi!) allora voi potrete rispondere ancora “sì, ne son certo, fa la maionese in casa e sbatte molte volte le uova con la stessa mano, non quella con cui scrive, ma l’altra”. Il superfilosofo entra in crisi, comincia a cercare tra le citazioni dei mille libri che ha letto qualcosa che faccia riferimento alla vostra digressione culinaria. Insistete più che potete con questo tono, va da sé che per questo tipo di discussione serve un minimo di allenamento: risposta pronta e faccia tosta, ma i risultati sono garantiti e lo spasso assoluto!
Arriva il superfilosofo B, egli, come un vero Socratico sa di non sapere, ma la sua ignoranza la nasconde sotto un monte di luoghi comuni e di piccoli pensierini che gli affannano la testa ogni tanto, è interessato all’arte perché ha letto Dan Brown, è interessato all’investigazione conoscitiva perché ha visto tutte le puntate del Commissario Montalbano. Con questo personaggio è d’obbligo avere una fantasia strabiliante per potergli far dire, con un po’ di abilità nel dialogo, le più grandi castronerie che abbiate mai sentito. Riporto qui una discussione che fungerà da esempio indicando con S il superfilosofo e con I un qualsiasi interlocutore:
-si discute su Nietzsche
S: mi ha sempre affascinato la figura di Nietzche, pazzo come un cavallo,ma assolutamente geniale
I: verissimo, poi sappiamo tutti la sua passione per i cavalli
S: …eh si, infatti
I: certo che, non riesco proprio a capire, come si possa….mah
S: come si possa cosa?
I: beh…amare un cavallo..
S: eh si, aveva proprio una grande passione..
I: passione o no, fatto sta che io a letto con un cavallo non ci andrei mai, e tu?
S: no, cioè non so, bisognerebbe trovarsi nella situazione, io riconosco tutte le tipologie di Amore, non mi scandalizzo tanto
I: mm, forse hai ragione tu, a volte proprio non penso in maniera “aperta” (qui vi siete già fatti una bella battutina, un po’ volgarotta certo, ma lui non l’ha capita, voi sì!)
S: eh eh (risatina di sufficienza, comincia ad umentare l’Ego)
I: a me invece ha sempre appassionato questa cosa del superuomo (parlate pure con una certa superficialità di linguaggio, renderà le cose più facili).
S: quest’idea dell’uomo metafisico…(frase sospesa)
I: metafisico sì, ma anche terreno, con una forza intellettuale e fisica superiore agli altri uomini
S: affascinante..
I: certo che con tutti i film che ci hanno fatto ormai sappiamo quasi tutto, non c’è più gusto nella lettura, a te piacciono?
S: assolutamente no, non c’è paragone tra i libri e la loro versione cinematografica (eccolo! Zac, luogo comune bellissimo)
I: poi la traduzione in inglese è orribile da SuperUomo a SuperMan, è proprio un’americanata
-l’avete fregato, ora lui che Superman l’ha visto parte in quinta e qui vi lascio alla vostra fantasia.
Spero di esservi stato utile e buon filosofeggiare a tutti.